CORSO DI FOTOGRAFIA ANALOGICA – APRILE 2016

8 – 15 – 22 APRILE 2016 Nella sede del Gruppo Fotografi Monferrini si è svolto il corso di fotografia analogica.

Quella che vi sto per raccontare è stata un’esperienza unica ed incredibile ! Parto subito col ringraziare l’ideatore e creatore di queste fantastiche serate, EDOARDO ! La prima serata è stata un interessante viaggio alla scoperta delle origini della fotografia, partendo da Aristotele, passando per Niepce e Daguerre, fino ad arrivare alle tecnologie dei giorni nostri parlando delle grandi aziende produttrici di materiale fotografico. Sembra pure che Canon sia nata grazie ad un piccolissimo aiuto di mamma Nikon, ma qui secondo me la storia è stata riportata male negli anni! Abbiamo conosciuto i vari formati di pellicole e capito le esposizioni dei negativi. A fine serata è stato consegnato il prezioso rullino ILFORD DELTA 400 in bianco e nero. Tempo a disposione: 1 settimana per scattare e riportarcelo alla lezione successiva!

Alla seconda serata finalmente si sviluppa, rullini alla mano e via ! Verso l’infinito e oltre!! Dopo una breve introduzione di Edoardo su cosa faremo e il materiale che utilizzeremo tutti emozionati si parte con lo sviluppo.

Edoardo durante la spiegazione

La camera oscura è pronta ! Uno alla volta, con il prezioso aiuto di Edoardo, si entra e si spegne la luce, qui inizia il difficile!

Bisogna aprire il rullino, tirare fuori la pellicola e arrotolarla nell’apposita spirale, inserire la baionetta nella tank e infine chiudere saldamente il tutto. Non nascondo che al mio turno mi tremavano un po’ le mani, prima di tutto perché per me è il primo rullino che sviluppo e poi perché queste operazioni sono tutte da fare al buio ! Nonostante il lungo procedimento tutti i partecipanti hanno affrontato con coraggio e rapidità i passaggi descritti.

Tank pronte, liquidi pronti, ora si crea il vero e proprio processo di sviluppo!
Primo passaggio si versa il liquido di sviluppo nella tank, si aspettano i minuti necessari e poi si rimuove il liquido.
Nel secondo passaggio si procede con il bagno d’arresto versando sempre nella tank un liquido specifico, si attendono altri minuti e si rimuove il liquido versato.
Terzo ed ultimo passaggio è il fissaggio rapido che si versa nella tank e dopo pochi minuti si rimuove.

Finalmente si può aprire la tank, all’apertura esce la pellicola che come per magia ha impresso su se stessa i fotogrammi!

Un veloce pulizia in acqua e sapone e le pellicole sono pronte per l’asciugatura, le appendiamo come un bucato di prima mattina. Che emozione !! Finalmente ecco i negativi !!  I più curiosi si lanciano sui loro negativi con la speranza di capire come sono venute le foto scattate e se il lavoro di sviluppo ha portato “sviluppi”. Concludiamo la serata così, contenti e felici di aver sviluppato le nostre fotografie.

La terza ed ultima serata, rullini alla mano e si stampa! Anche qui un breve introduzione tecnica di tutto il materiale necessario e del prezioso ingranditore, elemento indispensabile per una stampa di qualità.

Di nuovo uno alla volta nella camera oscura creata apposta per noi si inizia a lavorare, questa volta non siamo al buio ma ci aiuta una luce rossa.
Il procedimento più complesso è quello iniziale, mettere a fuoco perfettamente e inquadrare il fotogramma con l’ingranditore.
Fatto ciò si posiziona la carta impressionabile sotto l’ingranditore e si accende la luce, che grazie ai provini fatti possiamo determinare quanti secondi tenerla accesa.
La carta impressionata viene poi messa a bagno nel liquido fissante che (sempre come per magia) appare pian piano la foto scattata !
Che gran figata vedere apparire la propria foto come quasi un’istantanea !
Ultimo passaggio, una lavata alle foto e di nuovo a stenderle una a fianco all’altra per l’asciugatura.

Serata conclusa nel cuore della notte con una bella bevuta, ma il tempo per me si è quasi come fermato, le ore sono volate senza accorgermene, perché sono stata veramente bene e ho imparato e sperimentato nozioni fotografiche che da sola neanche mi sognavo di fare.

Ancora dieci, cento, mille e infinite grazie a chi mi ha permesso di vivere quest’esperienza, EDOARDO che con pazienza ci ha aiutato a creare da zero le nostre foto.
Ringraziamo gli allievi Beppe, Fabrizio, Martino, Intro, Stefano e Valentina ( e Dighi per il supporto morale) che con attenzione e dedizione hanno condiviso con noi questa esperienza.

Scritto da: Serena Moretto

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