IL GFM INCONTRA STEVE MCCURRY – 21.10.2016

21 OTTOBRE 2016 Il pennarello era pronto per nuovi autografi, le macchine fotografiche erano cariche per nuovi scatti. Poteva allora il GFM non partire alla caccia del famoso Steve McCurry? Certo che no. Ci troviamo quindi a Casale Monferrato, incontro previsto per le 15:50. Antonella, Beppe ed i suoi baffi sono già pronti, cercano una Serena che si mimetizza nel parcheggio per non farsi riconoscere ma che comunque viene scovata. Attendiamo il buon Stefano che con il suo accademico ritardo ci informa che non sapeva bene come vestirsi (se con t-shirt o con piumino). Ci catapultiamo in macchina affrontando nell’abitacolo questa intensa discussione mentre ormai la nostra quattro ruote sfreccia verso Genova… Steve McCurry stiamo arrivando! Più ci avviciniamo al centro della città più la situazione si fa tragica: rotonde mai viste, pedoni con l’hobby del suicidio e ingorghi a non finire ma il GFM non teme nulla di tutto ciò: Beppe con il suo carisma e con la sua guida sicura tranquillizza il panico generale, Serena con le sue acute indicazioni (nelle rotonde, l’uscita non è mai né la prima né la seconda quella da prendere…ma sempre “quella là”) ci aiuta a destreggiarci per la città. Parcheggiamo e dopo una pausa caffè decidiamo di affrontare il primo sopralluogo. Incontro con Steve previsto per le ore 21.00, noi arriviamo con un anticipo di appena 3 ore. Ce la faremo?

Nel frattempo a 115 Km di distanza il buon vecchio Dighi, partito da Saluzzo, piano piano e con tutta calma si accinge a caricare a Casale l’Alessandra ed il Francesco completando così la seconda macchinata pronta ad incontrare Steve. Tra le note di una moderna musica italiana e divertenti chiacchierate hanno anche il tempo di spararsi un bel selfie.

#Selfie – Dighi, Ale & France

Il primo gruppo invece non ha tempo per queste cose, siamo ormai nel vivo dell’azione. Arriviamo nel punto preciso in cui Steve McCurry farà la sua apparizione ove incontriamo almeno una ventina di presenti; per non farci gli affari nostri chiediamo subito chi sono e che cosa vogliono (è importante studiare la concorrenza), dalle loro parole intuiamo che sono della stampa e che a breve avranno un incontro privato con il caro Steve. Da qui la brillante idea: spacciamoci anche noi per addetti stampa! Così, cercando di darci il miglior tono professionale e con in mano un block notes dell’erboristeria, ci fingiamo anche noi giornalisti.

Il camuffamento funziona, nessuno si accorge della nostra presenza.

Beppe in un infallibile camuffamento da giornalista

Attendiamo dieci minuti, poi venti, poi altri trenta…i secondi sembrano passare inesorabilmente e poi eccolo comparire: una giacchetta scura, una camicia di jeans ed un caloroso sorriso, ci saluta così Steve McCurry. Panico. Le mani tremano, le gambe non reggono…ma non a noi, il GFM ha i nervi saldi, la testa sul collo. Inizia l’intervista: gli chiedono com’è tornare in Italia e che cosa si aspetta dalla serata ma a noi questo non interessa, noi siamo lì per altro.

Seguiamo Steve nei suoi spostamenti facendogli video e foto peggio di Fabrizio Corona nei suoi anni d’oro da paparazzo, ormai siamo senza dignità e senza più nulla da perdere.

#nientedaperdere #dignitàpersa

L’intervista di qualche telegiornale finisce, c’è del movimento…qualcosa di strano sta accadendo e ancora non sappiamo dire se è stato l’allineamento simultaneo di tutti i pianeti del sistema solare o se il Dighi ha ammesso che Canon è meglio di Nikon, fatto sta che Steve McCurry – il solo e unico  Steve McCurry – fa cenno alla nostra Serena di accomodarsi vicino a lui; la Serena è spiazzata, lo sguardo vuoto perso nell’oblio ed uno stato catatonico l’avvolge ma i suoi piedi si muovono meccanicamente verso il Dio della fotografia che si appresta a macchiare di inchiostro il libro che Serena gli ha portato. Passa qualche secondo e la regina del GFM si riprende abbastanza da suggerire un timido “Can i take a selfie with you?” Steve non gli fa mancare niente, dà alla Serena tutte le attenzioni di cui necessità finché quel bellissimo momento finisce e Steve viene allontanato. Abbiamo rimediato un autografo ed un selfie. Sembra ancora tutto così magico, così surreale, così meraviglioso finchè la Serena esclama: “C***o, Steve mi ha fregato la penna!!!”. Nel marasma generale anche Stefano riesce a farsi autografare il suo libro d’oro di appena 87 kg (per pagina).  

Siamo ancora tutti sconvolti dall’accaduto: Stefano fissa incredulo il suo autografo chiedendosi se non fosse stato meglio farsi firmare un assegno, Serena sta ancora pensando alla sua penna.

La Serena che si gode le attenzioni di Steve
I libri appena autografati – Serena, Beppe, Antonella & Stefano

Nel Frattempo, tra le note delle ultimissime hit come “ma il cielo è sempre più blu” e “finchè la barca va” il secondo gruppo viene raggiunto dai nostri messaggi whatsapp con allegate le foto dei nostri più recenti trionfi. C’è chi si picchia, chi sbatte la testa contro il finestrino…qualcuno urla al fotomontaggio. Il primo gruppo non ci sta, è un affronto! Scatta la rissa.

A calmare gli animi bollenti interviene la Serena ormai felice e rilassata perché ha finalmente riavuto la sua penna mangiucchiata da Steve.  

Il momento “giornalismo” finisce, Steve viene definitivamente portato via da noi, cerchiamo di trattenere le lacrime ma non è facile.

Ci consoliamo, ci riprendiamo, “Lo rivedremo!”: è questa la promessa che facciamo a noi stessi e così ci mettiamo in coda per la sala dove Steve terrà la conferenza; siamo tra i primi venti e questo significa che dovremmo riuscire ad aggiudicarci dei buonissimi posti, almeno in prima fila. Passano le ore e la coda si allunga, ormai non riusciamo più neanche a vedere dove finisce. Un pensiero va ai nostri fratelli che compongono la seconda macchinata, manca solo più mezz’ora all’inizio dell’evento e stiamo quasi per perdere le speranze di riuscire a rivederli un giorno. Le perdiamo definitivamente quando ci avvisano che hanno parcheggiato all’acquario di Genova e si sono fermati a prendere un pezzo di focaccia. Tuttavia loro non si danno per vinti, combattono, resistono ed entrati a Palazzo Ducale non guardano in faccia a nessuno: la coda non li spaventa, la saltano direttamente e si posizionano in pole position con noi. Nessuno si è lamentato: sarà stata la cravatta di Dighi ad ingannare qualche centinaio di persone…? In qualche modo siamo finalmente tutti riuniti, i nostri cuori battono all’unisono. Sono ormai le nove e la gente inizia a fremere, tutti si chiedono come mai le porte non siano ancora state aperte e se Steve stia bene o se uno squaraus post pepata di cozze non lo abbia improvvisamente colpito. Mentre ci perdiamo ad avanzare, le peggio ipotesi vengono meno ed ecco che finalmente le porte del paradiso vengono aperte; noi ci catapultiamo dentro manco fosse il Venerdì nero prima di Natale negli States. Poghiamo come se non ci fosse un domani e solo così il GFM riesce ad aggiudicarsi tutta la terza fila (precisiamo che le prime due file erano riservate alla stampa altrimenti pure quelle erano nostre).

Dato il nostro recente camuffamento da giornalisti qualcuno ci chiede se siamo della stampa ed ecco una perla d’’istinto del buon Dighi: “No, altrimenti eravamo li”, indicando le file davanti.

Sala del Maggior Consiglio

Godiamo di un’ottima visuale, Dighi tira fuori la “Belva” e con il suo 70-200 è pronto a mitragliare pure i peli del naso del buon vecchio Steve.  

La sala è ghermita di gente, qualcuno addirittura si arrampica sui cornicioni della sala, i posti sono esauriti e tutti quelli che non sono riusciti ad accedere vengono fatti accomodare in una sala che trasmette il tutto in streaming (#barboni).

La sala dell’incontro

L’evento inizia, Steve ci racconta un po’ della sua vita da fotografo: di come ha cominciato, dei suoi primi scatti, della famosa ragazza afghana che lo ha reso famoso. Ci parla dell’umanità, della ricerca della bellezza contrapposta alla violenza che ha sempre cercato di raccontare nei suoi scatti. Tutti pendiamo dalle sue labbra e ci sentiamo ispirati dalle sue parole. Avere l’onore di vivere un tale momento è stato magico. Trascorriamo due piacevoli ore ad ascoltare uno Steve McCurry semplice, simpatico, aperto al dialogo e alla battuta.

Arriva quindi il momento del firmacopie, si scatena l’inferno. Tutti, ma proprio tutti, vogliono un ricordo di questo magnifico giorno e non importa che sia un autografo, una foto o un orecchio di Steve, l’importante è non tornare a casa a mani vuote. Il GFM si butta nella mischia ma inizia a dilagare il panico quando qualcuno ci informa che è possibile solo farsi autografare i libri.  

La nostra bandiera resterà per sempre con uno spazio vuoto riservato a Steve McCurry che non sarà mai occupato? No!!! Dighi non ci sta, Dighi non chiede l’autografo sulla bandiera a Steve, Dighi glielo impone e non solo: si scatta pure un selfie e dopo avergli raccontato chi è il GFM, quasi ad averlo convinto a fare la tessera associativa, dopo una cordiale stretta di mano, per effetto dei “tempi lunghi degli smartphone” cerca di strappargliela via. (#SteveUnoDiNoi).

Dighi che si fa il Selfone con Steve
Dighi che cerca di portarsi a casa la mano di McCurry

Usciamo da Palazzo Ducale tutti felici e contenti.

Genova in nottura – Serena, Stefano, Antonella, Beppe

Ognuno stringe al petto il proprio libro entusiasta di essere riuscito finalmente a realizzare il suo sogno da bambino ma la felicità piano piano viene abbandonata, l’euforia se ne va, l’adrenalina cala ed inizia così ad insinuarsi in noi un desiderio più forte, più potente ed impossibile da ignorare: la fame. E’ tardi, è circa mezzanotte (ora locale genovese), siamo tutti stanchi per le ore di strada che ci separano da casa e per il jet-lag che ancora non abbiamo smaltito ma su consiglio della saggia Serena decidiamo di fermarci in una focacceria notturna. C’è chi non trova parcheggio e si ripercorre tre volte l’intera costa di Genova, chi invece si fionda sulla pizza, chi sulla focaccia, chi sull’Heineken in lattina (grosso errore).  

Qualcuno non si ferma ed azzarda pure dolci pieni di crema e lingue di suocera affogate nel cioccolato ma dopo un lavoro del genere tutto ci è concesso.

Dighi e Stefano in un piccolo spuntino notturno

La giornata è ormai giunta al termine, ci dirigiamo verso l’autostrada, casello di Nervi. Antonella si addormenta subito sui comodi sedili della Giulietta, gli altri decidono di fermarsi a prendere ancora un caffè al primo autogrill. Torniamo verso la nostra amata Casale cullati dalle guide sicure degli alfisti Beppe & Dighi.  

Anche questa avventura se ne è andata, siamo felici e fieri di averla vissuta: siamo sicuri che presto tante altre nuove avventure si presenteranno al GFM e noi ci faremo sempre trovare pronti!

Il nostro bel gruppo felice e contento

Questa fantastica giornata è anche stata mandata in onda dal TG della Regione Liguria, dove alcuni di noi sono stati ripresi.  Potete vedere a questo link dal minuto 14:05  ->  SERVIZIO TGR LIGURIA – STEVE MCCURRY

Scritto da: Antonella Messaglia

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Comments

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  1. Rispondi

    Bravi ragazzi !!

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